| Monterosso |
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Il borgo
Delle Cinque Terre Monterosso è il più rinomato e l’ultimo dei borghi che si incontrano partendo da La Spezia, città dalla quale dista una trentina di chilometri.
Si affaccia in un piccolo golfo sbarrato a ovest da Punta Mesco, a monte è circondato da colline a terrazza che degradano verso il mare, strappate, una per una, alla natura dal lavoro di decine di generazioni, oggi trasformate in un piccolo paradiso sul quale crescono limoni, ulivi e le viti che producono lo sciachetrà, vino bianco passito famoso in tutto il mondo.
Parte integrante di Monterosso è Fegina, una spiaggia bellissima che lambisce la passeggiata marittima lungo la parte più recente del borgo.
Dalla spiaggia posta di fronte al vecchio borgo, verso Oriente, parte un percorso indimenticabile, il Sentiero Azzurro, una sorta di balcone incantato sulla costa delle Cinque Terre, dal quale si ammirano, una dietro l’altra, in un disordine di perfetta armonia, grotte, insenature, scogli, promontori, piccole spiagge e coste rocciose con pareti a picco sul mare.
Guardando poi dal borgo verso l’orizzonte, lungo quella linea in cui le montagne si confondono con il mare nelle ore del tramonto, sarà facile scoprire, a volte velato da nuvole trasparenti, un sole che irradia di rosso il monte dietro cui si sta nascondendo.
Da qui forse il nome di Monterosso (Mons Ruber). Secondo altri dal colore rossiccio della roccia del paesaggio. |
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La storia di Monterosso
Prima fu Punta Mesco. Qui probabilmente avvennero i primi insediamenti, secondo documenti che risalgono intorno all’anno 1000.
Però fu nel XI secolo che il borgo di Monterosso prende vita, lungo il torrente Burranco. I fondatori sono probabilmente i mitici abitanti di Albareto, paese situato sui monti circostanti, distrutto dai Longobardi verso la metà del 600.
Il nucleo residenziale si sviluppa in una giurisdizione dominata dagli Obertenghi, antica famiglia feudale di origine longobarda, discendente di Oberto I, che da Bobbio, dal 614, si espanse inglobando un territorio vastissimo di cui facevano parte oltre la Lombardia, anche gran parte della Liguria e della Toscana, come la Lunigiana, la Garfagnana e le Cinque Terre.
La presenza degli Obertenghi a Monterosso è testimoniata dalle vestigia di un castello in rovina, i cui resti sono compresi nell’antico cimitero che domina la baia.
Verso la metà del 1200, dopo alterne lotte tra la Repubblica Marinara di Pisa e quella di Genova, Monterosso passò definitivamente sotto il dominio genovese, che consolidò in quegli anni la propria potenza sul Mare Ligure.
Il castello in questo periodo venne fortificato dai genovesi ad uso militare con architetture di difesa, riconoscibili ancora oggi.
Lo sviluppo agricolo di Monterosso inizia nel periodo di dominazione genovese: prende campo la coltivazione del grano e nelle colline che scendono al mare si coltivano vigne protette a valle da muretti a secco. Solo nel 1600 Monterosso si apre ad una nuova economia basata sulla pesca. Vi sono documenti infatti che testimoniano l’esistenza in quegli anni di una tonnara al largo di Punta Mesco, la cui gestione, insieme alla coltivazione dei limoni e della vite, fu oggetto di aspre dispute con Genova. |
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Monterosso/La Chiesa di San Giovanni Battista
La Chiesa dedicata a San Giovanni Battista si trova all’inizio del vecchio borgo, sulla sinistra dalla via principale, salendo verso monte.
La sua costruzione fu iniziata nel 1282 e terminata nel 1307, venticinque anni dopo.
L’edificio presenta una pianta basilicale a tre navate che si allargano verso l'altare.
La facciata è architettonicamente molto seducente, ornata da marmi bianchi e neri in stile gotico ligure-pisano. In alto è sovrasta da un raffinatissimo Rosone, attribuito ai pistoiesi Matteo e Pietro da Campiglio.
La lunetta sopra l’architrave del portale racchiude un affresco con il tema del Battesimo di Cristo da parte di San Giovanni.
All’interno della chiesa molto pregevole il trittico su tela che raffigura la Vergine con il Bambino tra due santi. L’opera è di autore sconosciuto, ma certamente riconducibile alla scuola di Giotto.
La torre campanaria, di origine medievale, è merlata a base quadrangolare |
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